Una ricerca scientifica conferma il ruolo del biofertilizzante Bio Vegetal contro i patogeni tellurici

L’utilizzo del compost ottenuto dal trattamento della frazione organica può essere di grande utilità nel contrasto e nell’inibizione dei patogeni tellurici che causano gravi danni al settore dell’olivicoltura.

La tesi è ampiamente supportata dalla letteratura scientifica e risultati positivi sono emersi nell’ambito del progetto PIA della Regione Puglia “Tersan Puglia 3: efficientamento ambientale dell’attività di compostaggio, innovazione di processo, creazione di fertilizzanti smart e miglioramento qualità del prodotto finito”.

Il professor Franco Nigro, del dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università degli Studi di Bari, ha illustrato i risultati della ricerca con un intervento dal titolo “Recenti acquisizioni e nuovi scenari nella gestione sostenibile dei patogeni tellurici dell’olivo” nel corso del secondo appuntamento di Vigna & Olivo tenutosi online lo scorso 19 marzo.

I principali patogeni tellurici oggetto dello studio sono:

  • Verticillium dahliae, patogeno che può creare danni notevoli soprattutto sulle piante più giovani, in quanto produce strutture di resistenza estremamente piccole, da 15 a 150-200 micron visibili solo al microscopio, che possono sopravvivere nel terreno per tantissimo tempo anche in assenza di una pianta ospite: i microsclerozi;
  • Dematophora necatrix (Rosellinia necatrix), agente del marciume radicale lanoso, particolarmente distruttivo sulle piante più giovani;
  • Armillariella mellea, fungo molto pericoloso agente del marciume radicale fibroso che, una volta insediatosi in un terreno, risulta di difficile gestione.

L’ammendante compostato Bio Vegetal ha determinato una significativa riduzione della densità di inoculo dei microsclerozi di Verticillium dahliae già due giorni dopo il trapianto e nessun sintomo di disseccamento sulle piante. Il compost è stato aggiunto alle concentrazioni, rispettivamente dell’1%, del 5% e del 10% del volume di terreno. Le applicazioni all’1% sono risultate quelle più efficaci.

Allo stesso modo, l’ammendante compostato organico Bio Vegetal è stato applicato su terreni nudi in vasi, in cui erano presenti microsclerozi: anche qui le applicazioni di compost dell’1% hanno determinato significative riduzioni della quantità dei microsclerozi presenti.

L’applicazione di Bio Vegetal ha al tempo stesso comportato l’attivazione della comunità microbica presente nel suolo, sia dei batteri totali coltivabili sia dei funghi filamentosi e dei lieviti. Le differenze sono risultate più significative un anno dopo il trattamento del terreno con il compost all’1%. Inoltre, prove fatte con differenti concentrazioni (1%, 2,5% e 5%) di estratti acquosi di compost hanno determinato significative riduzioni anche della  germinabilità dei conidi di Verticillium dahliae.

Le prove in campo sono state svolte sul patogeno Armillariella mellea.

Nello specifico, sono stati messi a confronto diversi trattamenti:

  • Tesi 1: testimone non trattato. Buche riempite con lo stesso terreno di riporto contestualmente al reimpianto delle piantine di olivo.
  • Tesi 2: terreno di riporto mescolato con la dose commerciale (5t/ha) di Bio Vegetal, limitatamente alla massa stimata del terreno interessato.
  • Tesi 3: terreno di riporto mescolato con la dose commerciale doppia (10t/ha) di Bio Vegetal, limitatamente alla massa stimata del terreno interessato.
  • Tesi 4: nella buca, prima della messa a dimora, distribuiti su unico strato la dose commerciale di Bio Vegetal rapportata alla quantità di terreno smosso. In particolare, nella buca scavata è stato posto uno strato di terreno smosso di circa 25-30 cm, poi lo strato di Bio Vegetal, quindi ricoperto con altri 10-15 cm di terreno.

I risultati si sono manifestati dopo 3 anni dall’inizio della prova, in quanto Armillariella mellea è un patogeno molto lento.

Ciò che emerge è che l’altezza delle piante è significativamente più alta nei soggetti che sono stati trapiantati con il biofertilizzante Bio Vegetal distribuito in un unico strato con la dose commerciale. Si riscontrano, inoltre, significative differenze rispetto al testimone non trattato. Il risultato si è mantenuto costante da ottobre 2018 fino all’ultimo rilievo, effettuato a marzo 2021.

Un dato ancora più interessante è l’ingrossamento del diametro del tronco, che nel testimone è rimasto intorno ai 2 cm, mentre nel caso della tesi blu, trattata con Bio Vegetal distribuito a strati, ha raggiunto quasi i 3 cm.

L’attività fotosintetica misurata attraverso lo SPAD è risultata significativamente più elevata nella tesi con la dose commerciale distribuita in un unico strato.

Infine, il dato più importante: quello relativo alla presenza del patogeno A. mellea nel terreno, determinato mediante Real time PCR, su tre piante per ciascuna delle 4 tesi. I risultati, all’inizio piuttosto deludenti (novembre 2018), già a luglio 2019, mostravano un comportamento diverso, fino agli ultimi dati di quest’anno, in cui appare evidente che i campioni di terreno prelevati dalla rizosfera delle piante testimone presentano una biomassa espressa come quantità di acido nucleico di A. mellea già particolarmente elevata rispetto alle altre tesi a confronto. La tendenza lascia ben sperare per risultati ancora più importanti nei prossimi anni.

Questi risultati, supportati dalla letteratura scientifica, indicano che l’applicazione dell’ammendante compostato organico è una strategia potenzialmente molto utile nel contrasto dei principali patogeni tellurici. A partire da questi risultati, si cercherà di unire al compost dei microrganismi antagonisti, in particolare del gruppo dei Trichoderma, che possono migliorare gli aspetti relativi alla crescita delle piante. Infatti, prove preliminari effettuate su piante erbacee mostrano evidenti differenze tra le piante trattate, per esempio con il ceppo n.10 di Trichoderma harzianum, rispetto a quelle non trattate anche in presenza di patogeni tellurici. Una differenza di sviluppo davvero importante perché molti di questi funghi agiscono producendo sostanze ad attività ormonosimile.

L’obiettivo è quello di ottenere un ammendante compostato ancora più efficace se combinato a propaguli di agenti fungini: una sorta di fertilizzante smart che possa essere utilizzato con lo scopo di facilitare la crescita delle piante e ridurre la densità di inoculo dei diversi patogeni tellurici.

 

 

 

 

 

 

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