La sfida dei prossimi anni? Preservare i suoli italiani dalla perdita di fertilità.

Se pensiamo che per la formazione di 1 cm di suolo possono essere necessari anche mille anni, ci possiamo rendere conto come nel prossimo futuro, la sfida sulla fertilità sarà l’imperativo.
Una sfida che vale la pena vincere, dato che la posta in gioco è rappresentata dalle produzioni agroalimentari italiane, cui è legata l’economia e l’identità stessa del nostro Paese.
Al centro del dibattito vi è, da qualche tempo, la salvaguardia della salute dei suoli e dell’agricoltura, uniche strade per ottenere uno sviluppo ottimale delle colture e l’offerta di alimenti.

Le cause della riduzione di fertilità dei suoli.

L’agricoltura mondiale perde ogni anno ettari di terreno e si riduce sempre più l’area di suolo fertile a disposizione delle produzioni agricole.
Le cause della riduzione di fertilità dei suoli sono molteplici:

  • tecniche agricole intensive
  • uso eccessivo di prodotti chimici di sintesi (concimi e agrofarmaci)
  • erosione dei suoli
  • urbanizzazione
  • cambiamenti climatici
  • pratiche insostenibili di gestione dei terreni
  • deforestazione

La necessità di interventi che siano di aiuto per la salute e la salvaguardia della fertilità dei terreni ha portato di recente la FAO a presentare la Carta Mondiale del Carbonio Organico del suolo e il CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) ha approfondito lo stato dei terreni italiani coordinando un network di Istituzioni (leggi l’articolo).

La sostanza organica presente e la biodiversità sono due aspetti fondamentali per la fertilità e il nostro Paese, da questo punto di vista, è a rischio.
La sostanza organica contenuta nei suoli, infatti, si aggira intorno all’1,5% e se non reintegrata, se ne perde oltre 1% all’anno.

Tutto il territorio nazionale ha bisogno di una pianificazione territoriale, che si orienti verso una gestione sostenibile dell’agricoltura, nonché di interventi che monitorino, misurino l’impatto delle pratiche agricole messe in campo dagli agricoltori e mettano in atto pratiche positive, volte alla conservazione dei suoli.

Tra i punti essenziali dei Programmi di Sviluppo Rurale vi è proprio la promozione della diffusione di priorità strategiche agro – climatico – ambientali.
L’urgenza riguarda soprattutto il Sud del Paese, dove si rende necessaria una strategia di recupero della sostanza organica in aree di agricoltura intensiva e monosuccessione. Nelle aree appenniniche, invece, il principale problema è costituito dall’erosione; il resto della Paese deve fare i conti con un preoccupante processo di desertificazione e degrado delle aree coltivate.

x

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata questo sito utilizza i cookie.