Gli effetti del compost sul terreno.

Il compost è una preziosa risorsa per l’agricoltura, ottenuta dal trattamento accurato dei rifiuti organici. L’attenta lavorazione a cui è sottoposto ne esalta le proprietà fertilizzanti e ne elimina i fattori negativi.
Il processo di lavorazione del compost consiste in una intensa fermentazione e in una prolungata maturazione, al termine dei quali si ha la formazione di sostanze umiche e la eliminazione di qualunque microrganismo pericoloso per il terreno, le piante, gli animali e l’uomo.

Quali sono gli effetti del compost sul terreno?

Una maggiore fertilità organica e biologica.
Il compost fertilizza in modo equilibrato il terreno, è ricco di amminoacidi e di sostanze umiche e ha il vantaggio di apportare la sostanza organica indispensabile al suolo a compensare quella che naturalmente ogni anno si degrada.
Favorisce, inoltre, la formazione di ormoni, vitamine e altri stimolatori della crescita.
A livello biologico, favorisce la sopravvivenza degli organismi utili, apporta microrganismi che si sono selezionati naturalmente durante il compostaggio, nutre e favorisce lo sviluppo dei microrganismi e dei lombrichi già presenti nel suolo, contribuisce a inattivare le sostanze tossiche derivanti dai prodotti chimici utilizzati o rilasciate dalle radici delle piante.

Una maggiore fertilità fisica e chimica.
Tra le azioni svolte dal compost sul suolo vi è la sua capacità di regolarne la permeabilità, a seconda della tipologia del terreno, se argillosi o sabbiosi. Non solo: trattenendo l’acqua, limita le necessità di irrigazione e consente di conservare gli elementi nutritivi nel terreno.

Dal punto di vista chimico, inoltre, mantiene stabile il pH del terreno e limita gli effetti dannosi della salinità, favorisce l’apporto di elementi nutritivi quali azoto, fosforo, potassio, magnesio, calcio, zolfo e microelementi, indispensabili alle colture, nonché di elementi nutritivi in forma organica.

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