Il settore del biowaste non si ferma: la raccolta sale a 7,1 mln di tonnellate

Aziende e lavoratori del settore della raccolta dei rifiuti organici non si fermano, garantendo la continuità del settore. A sottolinearlo è stato il CIC, Consorzio Italiano Compostatori, in occasione del rilascio dell’analisi dei dati sulla raccolta dell’organico in Italia.
E i dati vedono un aumento del 7,5% con 7,1 milioni di tonnellate di rifiuti raccolti.
Nonostante il momento così difficile per l’intero Paese, le cui aziende associate stanno garantendo i propri servizi e questo grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e delle aziende che stanno attuando tutte le strategie possibili per svolgere al meglio un importantissimo servizio per la collettività.

La notizia arriva durante la “Settimana Internazionale della Consapevolezza del Compost”, dal 3 al 9 maggio e i dati sulla raccolta dei rifiuti organici in Italia sono i seguenti:

  • 7,1 milioni le tonnellate di rifiuti organici (umido, verde e altre matrici organiche provenienti dalla raccolta differenziata)
  • 5,1 milioni di tonnellate di FORSU, cui si aggiungono quasi 2 milioni di tonnellate di frazione verde
  • +7,5% rispetto all’anno precedente (+500.000 kg)
  • i cittadini italiani differenziano circa 17,5 milioni di tonnellate di rifiuti

Le stime di crescita negli ultimi anni portano ad individuare per il 2025 il traguardo di 9.200.000 tonnellate di rifiuto organico raccolto in Italia.
Il Nord del Paese si conferma la parte più virtuosa in questo senso e il direttore del CIC, Massimo Centemero, non ha esitato a sottolineare che è fondamentale continuare a lavorare soprattutto nelle regioni del Centro e del Sud, per portare le 6 regioni che ora sono al di sotto della media nazionale a migliorare i propri dati. Centemero ha parlato della necessità di incrementare e stoccare il contenuto in sostanza organica dei suoli e ha posto l’accento sul fatto che il “buon governo della dotazione di sostanza organica dei suoli può essere garantito da operazioni conservative legate alla gestione della fertilità“, come lavorazioni, rotazioni, pratiche colturali conservative operazioni di apporto di sostanza organica di origine naturali, come gli ammendanti compostati; oltre alla necessità di supporto con interventi mirati, incentivi economici e pratiche di defiscalizzazione.

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