Meno chimica e più organico: l’invito del Presidente di Coldiretti

Qualche giorno fa sono apparse sui giornali le dichiarazioni di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, che invitava ad un uso maggiore di prodotti organici per una maggiore trasparenza nella produzione dei campi, sottolineando come la diffusione di sostanze chimiche mascherate mette in pericolo anche l’agricoltore.

Parole ricche di fermezza, arrivate all’indomani dell’inchiesta che ha portato Avvenire a scoprire un giro di concimi irregolari, nonché con l’inchiesta su fertilizzanti velenosi a Latina.

Prandini si è soffermato anche sull’importanza dei controlli delle istituzioni sui prodotti utilizzati nell’agricoltura, uno strumento importante ed efficace per aiutare il settore primario a crescere e per difendere il made in Italy dai pericoli dell’agropirateria e delle importazioni di erbicidi e concimi irregolari.

Un importante cenno, poi, ai prodotti chimici, il cui utilizzo – come ha ribadito il presidente di Coldiretti – costituisce un pericolo innanzitutto per l’agricoltore, senza dimenticare, poi, gli effetti nocivi sul suolo. L’uso della sostanza organica, invece, oltre a non avere risvolti per la salute dell’uomo e del terreno, permette di superare l’approccio monoculturale legato alla chimica.

L’uso dei fertilizzanti chimici: perché è meglio di no.

L’impiego in maniera intensiva dei fertilizzanti chimici ha causato negli anni un pesante impoverimento dei suoli, determinandone la desertificazione, che oggi rappresenta un problema drammatico con cui fare i conti non solo in Italia.
Un terreno concimato con sostanza organica, come il Bio Vegetal che è un ammendante compostato misto, trattiene l’acqua, favorisce il ripristino dell’equilibrio naturale del suolo, migliora lo stato vegetativo delle piante e aumenta la produttività del raccolto.

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