Prevenzione dell’inquinamento da nitrati e sostanza organica: i risultati di un nuovo studio sulle tecniche agronomiche

Un nuovo studio condotto dal Gruppo Operativo “Nitrati Ferrara” finanziato dalla Misura 16 del PSR dell’Emilia Romagna, ha valutato gli effetti dell’uso di sostanza organica e di tecniche di agricoltura conservativa sulle produzioni agricole e sull’inquinamento da nitrati.

Lo studio ha coinvolto due aziende cerealicole della provincia di Ferrara, in zone dichiarate vulnerabili ai nitrati di origine agricola. Nei tre anni di prove sui terreni coltivati a mais e frumento, le aziende hanno testato quattro tipologie di conduzione dei terreni agricoli:

  • lavorazioni convenzionali con aratura a 40 cm
  • lavorazioni convenzionali con aratura a 40 cm e distribuzione di ammendante organico all’inizio del ciclo triennale
  • minime lavorazioni con distribuzione di ammendante organico all’inizio del ciclo
  • non lavorazione con semina su sodo e distribuzione di ammendante organico all’inizio del ciclo

Aumento della produttività dei raccolti

Già dai primi anni di conversione dal sistema convenzionale al conservativo, lo studio ha rilevato delle buone rese sia per il mais (13-17 tonnellate/ettaro) che per il frumento (7-9 tonnellate/ettaro).

È stato osservato che livelli di fertilizzazione massima insieme all’asportazione dei residui delle coltivazioni causano una perdita di azoto.

Al contrario, nei sistemi conservativi dove vengono lasciati i residui colturali o si effettuano delle cover crop opportunamente fertilizzate, si può mantenere e aumentare la sostanza organica nel corso degli anni.

Sostenibilità ambientale: riduzione dell’inquinamento da nitrati

Le prove in laboratorio e in campo hanno evidenziato che un aumento della sostanza organica e, quindi, dell’attività microbica, rafforza la capacità dei terreni di prevenire le perdite di nitrati verso la falda e le acque superficiali. Grazie ai batteri, l’azoto nitrato si trasforma in azoto molecolare gassoso che passa dal suolo all’atmosfera.

Per quanto riguarda l’impronta carbonica, è stata inferiore nelle tesi che hanno utilizzato compost rispetto alle tesi senza ammendanti, indipendentemente dalla gestione agronomica.

Sostenibilità economica: miglioramento dei risultati economici

Rispetto alla sostenibilità economica, è emerso che le tesi con minori lavorazioni e utilizzo della propria sostanza organica hanno prodotto i risultati economici migliori.

In conclusione, lo studio ha dimostrato che con miglioramenti della gestione agronomica e la riduzione delle lavorazioni meccaniche del suolo, si possono ottenere buone produzioni senza impattare sulla qualità delle acque e dei suoli.

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