La sostanza organica del terreno: il ruolo dei fertilizzanti organici

La sostanza organica del terreno è costituita principalmente da C, H, O, S (ovvero Carbonio – che rappresenta circa il 58% – Idrogeno, Ossigeno e Zolfo) ed è presente in quantità variabile nel terreno agrario come in quello naturale. Rappresenta il serbatoio di carbonio più importante della terra e si compone di una parte non vitale, costituita per lo più da resti di vegetali, resti di flora e fauna edafica, fossilizzazione, e di una parte vitale ovvero funghi, muschi, licheni, batteri, insetti, alghe, ecc).
La sua composizione varia a seconda della matrice organica di partenza, ma anche del clima, della temperatura e piovosità), della tessitura del terreno, della sua salinità, permeabilità e del contenuto idrico, nonché, ovviamente dell’intervento dell’uomo.

Il ruolo della sostanza organica per il terreno

Diverse sono le funzioni svolte dalla sostanza organica per il terreno. Tra i ruoli svolti, ci sono:

  1. Nutrizione delle piante, della micro fauna, delle popolazioni batteriche, fungine, e della microflora del suolo;
  2. Stimolo dell’azione ormonale delle piante nelle fasi di sviluppo e crescita dei tessuti radicali e nell’assorbimento degli elementi nutritivi
  3. Miglioramento delle proprietà fisiche del terreno, con l’aumento della permeabilità e la riduzione della coesione nei terreni argillosi, l’aumento della capacità di trattenimento dell’acqua nei terreni sabbiosi;
  4. Contrasto al dilavamento delle frazioni solubili e alle sostanze inquinanti della falda, nonché ai fenomeni di erosione.

La perdita della sostanza organica

La sostanza organica può subire una drastica riduzione nel terreno per via di diversi fattori.
Si ha una totale perdita della sostanza organica nel terreno edificato, per via dell’asportazione della porzione di terreno biologicamente attivo.

Nel terreno naturale, il riscaldamento globale e l’acidificazione delle piogge possono portare ad una maggiore ossidazione con conseguente perdita della sostanza organica nel terreno accompagnata da modificazioni dell’ecosistema; mentre nel caso del terreno antropizzato agrario, la destinazione ad esempio del terreno a colture erbacee a ciclo ristretto causano una perdita di sostanza organica, per via delle lavorazioni e per l’asportazione della coltura.

Come conservare o ripristinare la sostanza organica nel terreno?

Per conservare o ripristinare la sostanza organica nel terreno, si dovrà intervenire su più fronti.
Oltre alla riduzione dello strato lavorato, esistono tecniche agronomiche, come ad esempio le rotazioni colturali che, alternando le colture, consentono un ripristino di sostanza organica oppure la tecnica dell’interramento dei residui pagliosi, degli stocchi, la regimazione delle irrigazioni e dei drenaggi sotterranei.
Altra importante attività è poi quella della integrazione della sostanza organica mediante l’utilizzo di fertilizzanti organici, come il Bio Vegetal, costituito da humus e microrganismi vivi che ripristinano l’equilibrio naturale del suolo, migliorano lo stato vegetativo delle piante e aumentano la produttività del raccolto.

Si tratta di un ammendante compostato misto con matrici accuratamente selezionate e sono costituite dall’umido organico proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni e da materiale vegetale derivante dalla potatura di parchi e giardini lontani dalle zone trafficate. La provenienza sicura delle materie prime, i rigorosi controlli sui processi di produzione e l’innovazione degli impianti rendono il Bio Vegetal il prodotto ideale per coltivazioni, anche biologiche, di eccellenza.

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